La mia storia personale sicuramente ha influito molto sul lavoro che ho scelto di fare. Da che ho memoria, e nonostante il mio carattere riservato, ho sempre sentito un grande interesse per le persone che incontravo nel mio cammino. Sin da bambina, mi piaceva osservare ciò che accadeva intorno a me. Se ci penso ora, evoco l’immagine di quella bambina timida e curiosa allo stesso tempo, che osservava gli adulti parlare tra loro nella sala d’attesa del dentista o del medico. Spesso, le persone e le loro storie si avvicinavano a me con una naturalezza sorprendente.
Ho sempre apprezzato il piacere di ascoltare, di lasciar fluire dentro di me le storie degli altri: a volte vicine, a volte lontane, ma sempre affascinanti per me.
E ho sempre provato un grande senso di gratitudine per essere invitata ad entrare nelle “vite degli altri”, anche se solo per un momento.
È con questo senso di gratitudine che, da vent’anni, accompagno le persone nel mio spazio terapeutico. Perché, secondo me, nello spazio terapeutico ognuno prende qualcosa di buono da “portare con sé”. Allo stesso tempo, ognuno lascia in quello spazio una nuova opportunità che entrambi possono utilizzare.
Sarebbe come scoprire e portare nuovi occhiali con cui poter guardare il mondo. Così, il mio sguardo verso l’altro e verso me stessa si amplia, e ho l’onore di leggere e partecipare al romanzo della vita: quella degli altri e la mia.
Perché, per citare E. Polster, ogni vita merita di essere un romanzo!

Il mio percorso professionale nasce da una solida formazione in Psicologia Clinica presso l’Università La Sapienza di Roma, e si è sviluppato nel tempo verso un approccio sempre più integrato.
Mi sono formata come psicoterapeuta presso l’Istituto Gestalt Firenze, dove ho completato sia il percorso post-laurea sia la formazione quadriennale in Psicoterapia della Gestalt, ottenendo la qualifica di specialista riconosciuta dall’Albo degli Psicologi del Lazio.
Con il tempo ho sentito la necessità di andare oltre la parola, integrando il corpo nel processo terapeutico.
Questo mi ha portato a specializzarmi in Arteterapia ad approccio psicofisiologico integrato presso Aepcis – Associazione Europea Psicofisiologi Clinici per l’Integrazione Sociale, ampliando il mio lavoro con strumenti come la Danza Movimento Terapia.
Oggi, questo percorso si traduce in un approccio che integra mente, corpo ed emozione, adattandosi alla persona e al momento che sta attraversando.
