La DanzaMovimento terapia
Ciò che osservo ogni giorno nel mio lavoro è che siamo in costante contatto con la miriade di stimoli dell’ambiente esterno. Il risultato è che diventa sempre più difficile stare in contatto con noi stessi.
Ma cosa vuol dire realmente “stare in contatto con se stessi”? Vuol dire accorgersi di come stiamo respirando, di come ci fa sentire stare in compagnia di una determinata persona, di che effetto ci fa osservare ciò che guardiamo dalla finestra. O semplicemente chiederci cosa realmente ci sta facendo commuovere nel film che stiamo guardando…
Basterebbe forse iniziare a farci una di queste “semplici” domande per poter riaprire quella porta chiusa chissà da quanto tempo, per accedere di nuovo alla stanza della nostra intimità. L’intimità del nostro spazio personale. Quello che è solo nostro e dentro il quale scegliamo noi, di volta in volta, se e chi far entrare.
E lo spazio personale più “antico” ed importante è sicuramente il corpo. E’ il corpo che ci permette di sentire. Senza il corpo non potremmo entrare in contatto con il modo in cui ci sentiamo in un dato momento. Io credo che questa sia la perdita più grave del nostro tempo, la perdita del contratto primario con se stessi.
Perché il corpo e il movimento
La DanzaMovimento terapia allora può essere un modo per recuperare questo contatto.
Spesso chi viene ai miei laboratori è preoccupato di non avere esperienza di danza. La Danzaterapia in realtà ha un nome fuorviante, proprio perché non ha nulla a che vedere con alcun tipo di danza codificata (danza classica, modern-jazz, etc.).
Quello che cerco di promuovere nelle persone è l’ascolto del proprio corpo, delle emozioni e sensazioni che vi circolano dentro in quel momento: nel qui ed ora dello stare insieme all’interno del gruppo. A seconda del tema del laboratorio che sto proponendo, invito le persone a lasciar fluire in modo spontaneo quello che stanno sentendo. Le invito a dare forma al proprio sentire, attraverso il libero movimento del corpo.
E’ per questo che chi non ha avuto alcuna esperienza di danza in qualche modo è avvantaggiato, perché il proprio corpo non è influenzato da stili e tecniche coreografiche. Il corpo possiede una grande memoria ed io stessa, come danzatrice, ho dovuto fare un duro e lungo lavoro per spogliarmi della varie tecniche che il mio corpo aveva appreso negli anni, per lasciare fluire movimenti e gesti liberi, e quindi autentici.
L’esperienza del movimento libero
Il movimento libero e la musica diventano esperienza di una base sicura di appoggio: è così che si può sperimentare il senso di fiducia.
Lo stile personale con cui appoggiamo il peso corporeo a terra riflette l’esperienza di fiducia/sfiducia che abbiamo appreso da piccoli. L’interazione consapevole tra il movimento e la musica ci permette di sperimentare come ridurre le tensioni corporee, permettendoci di:
- modulare l’appoggio del peso sui piedi
- percepire in maniera autentica il proprio peso/valore
- occupare nella vita il proprio spazio vitale
Nel momento stesso in cui cambiamo il modo concreto di stare e muoverci, cambia anche lo schema corporeo che di noi abbiamo nella mente a livello del sistema nervoso centrale.
Cambiamo quindi l’idea e la percezione che abbiamo di noi stessi.
Questo accade perché esiste una profonda connessione ed interazione circolare tra i centri cerebrali e la periferia corporea: se cambia un aspetto necessariamente si modifica anche l’altro.
Succede allora che nel QUI E ORA ci possiamo permettere di sperimentare ciò che nel”lì ed allora” del passato non abbiamo potuto fare.
Ecco allora che il nostro ventaglio di comportamenti, emozioni e vissuti si amplia e possiamo muoverci nel mondo con più libertà e autenticità.

